3M e l’invenzione dei post-it, un caso studio

3M, già prima di inventare i post-it, non era certo un’azienda qualsiasi. 3M aveva già è inventato il nastro adesivo, lo aveva commercializzato come scotch e la popolarità era andata così alle stelle da rendere il nome commerciale del prodotto un sinonimo intramontabile di nastro adesivo.
Un’azienda che aveva già saputo innovare nel suo campo e che con il prodotto post-it fece un’operazione da manuale ancora oggi studiata da tutti i marketers del mondo.
In estrema sintesi, tutti credono che i post-it siano frutto del caso, di un’invenzione del tutto casuale, ma oggi vedremo che così non è, perché 3M è prima di tutto un’azienda di innovatori.
Partiamo da lontano, infatti, e capiamo lo spirito di 3M dalla sua storia.

La storia di 3M, azienda d’innovatori

La Minnesota Mining and Manufacturing Company, ovvero l’azienda che per brevità chiameremo da qui in poi semplicemente 3M, fu fondata nel lontano 1902.
Delle cinque persone coinvolte, nemmeno una aveva un background simile agli altri. Si andava dal tizio specializzato in medicina a quello che praticava come avvocato, passando per un manager di un mercato della carne e due dirigenti del settore ferroviario.
Okay, gli ultimi due forse avranno avuto un background simile, ma il punto è che queste cinque persone tutte nate a fine ‘800 decisero di lanciare una start-up con l”obiettivo unico di innovare tecnologicamente.
Carta vetrata. La 3M voleva produrre carta vetrata innovativa e acquistò delle miniere da cui estrarre i materiali di produzione, alla ricerca di un minerale o di una sostanza mai utilizzata in quel campo e che trasformasse la carta vetrata per come la si conosceva sin lì.
In poco tempo un inventore neo-assunto – tale Francis G.Okie – trova il modo di rendere la carta vetrata resistente all’acqua e con poca emissione di polveri nell’utilizzo. Eureka!
3M la commercializza e conquista il mercato, ma vuole di più e crea (in parte) un mercato tutto nuovo: quello dei prodotti per la rasatura da uomo senza lama.
Esatto, 3M ha venduto per anni carta vetrata per farsi la barba e questa è la stessa scintilla creativa e sovversiva, quasi visionaria, che avrebbe anni dopo portato alla nascita del post-it.

L’invenzione del post-it

Facciamo un salto in avanti nel tempo, 3M ha già alle spalle tante trovate geniali e lo Scotch è sicuramente la gallina dalle uova d’oro, ma a 3M non piace adagiarsi sugli allori e ogni tre anni circa si mette a fare ricerca e sviluppo, sperando di individuare nuovi polimeri adesivi promettenti per migliorare ulteriormente il nastro adesivo.
Per questo compito nel 1964 viene assunto il chimico Spencer Silver che un giorno, quasi per sbaglio, ha aggiunto più della dose raccomandata del reagente chimico che unisce i monomeri in catene polimeriche.
Silver dichiarerà in futuro: “Volevo vedere cosa sarebbe successo, tutto qui!”.
Quello che successe è che si venne a creare una colla che nelle note dell’epoca definì “appiccicosa ma non aggressiva”. Notò poi che, a differenza di tanti altre colle adesive, questa combinazione chimica rimaneva sulla superficie di partenza, non rendendo appiccicoso anche ciò su cui si faceva aderire.
3M non è interessata ad una colla così debole, ma 3M è nata come azienda d’innovatori e quindi ha settato un ambiente di lavoro che proteggesse l’azienda stessa dal farsi scioccamente sfuggire opportunità di innovazione.
Silver fu licenziato, riassunto, eppure dopo una serie di stravaganti vicissitudini riuscì nel suo intento e 3M brevettò il tutto e trovò un campo di applicazione: foglietti di carta per note ed appunti da appiccicare dove serviva e staccare senza danneggiare le superfici o lasciarle appiccicose. Eureka pt.2!
Ci volle tempo prima di passare dall’idea di prodotto al prodotto fatto e finito, con l’iconica trovata di impilare i quadratini gialli, ma questo comunque non fu abbastanza perché il reparto marketing di 3M credette così poco nel progetto da organizzare campagne fiacche e poco ispirate.
Si deve aspettare il 1980, sedici anni dopo l’assunzione del chimico Spencer Silver, per vedere il post-it ufficialmente commercializzato e distribuito su larga scala.
Cosa fu a funzionare?
Quello che ora sappiamo funzionare generalmente bene per le nuove categorie di prodotto: campioni gratuiti (se economicamente fattibile come nel caso dei post-it) o dimostrazioni d’uso che coinvolgessero il maggior numero di persone in target possibile.

Tre lezioni da imparare

Okay, gran bella storia, ma cosa portiamo a casa da tutto questo?
Ho trovato almeno tre importanti lezioni da estrapolare dalla storia dei post-it e, più in generale, da quella di 3M, vediamo di che si tratta.
  1. Se nasci innovatore, resti innovatore
    Per quanto possa essersi evoluto il mondo dal 1902, anno di fondazione della 3M, lo spirito di innovazione con cui era nata l’azienda è stato in qualche modo preservato nell’ambiente di lavoro che ha consentito ad un chimico neo-assunto di vedere la sua nuova scoperta diventare un prodotto vero e proprio.
  2. Bisogna pensare out of the box
    Out of the box o, per dirla in italiano, fuori dagli schemi. 3M ha sempre fatto questo, sin dal discutibile tentativo di propinare carta vetrata come strumento di rasatura per la barba, fino a quando ha trasformato l’accidentale scoperta di una colla deboluccia in un’idea di prodotto che non esisteva fino a quel momento prima.
  3. Focus sempre sui bisogni
    Il motivo per cui dalla data di scoperta della nuova colla da parte di Silver alla data di effettiva commercializzazione su larga scala sia passato così tanto tempo è uno solo: la nuova invenzione non rispondeva ad alcun bisogno dei consumatori. Quando fu trovata un’applicazione che rispondesse effettivamente al bisogno di “segnarsi qualcosa”  in maniera provvisoria e “reversibile”, quindi non per forza in un’agenda, ma direttamente su oggetti e luoghi “a vista”… Eureka pt.3!

Conclusione

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile capire un po’ meglio cosa c’è dietro al prodotto post-it e al caso studio 3M; se è così continua a seguirci!
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In questo articolo ti ho parlato del caso studio 3M e della nascita dei post-it.
Comprendi e sfrutta il digital marketing.
Oppure rimani succube del suo potere e accettane le conseguenze.

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