Tutti copiano Clubhouse, dalle Instagram Rooms ai Twitter Spaces

Tutti parlano di Clubhouse, il nuovo social network (ancora in beta) strutturato con stanze in cui parlare; ne abbiamo parlato anche qui su Digital Flow con un interessante articolo. E quando tutti parlano della stessa cosa e quel qualcosa è un social network, immagino succeda più o meno questo…

Da qualche parte a Menlo Park, nella sede centrale di Facebook, una spia rossa si accende e inizia a lampeggiare. Mark Zuckerberg alza lo
sguardo e vede di che si tratta. Un nuovo social? Oh, curioso… Conviene di più comprarlo o copiarlo? Dopo qualche minuto Mark esce dal suo ufficio supertecnologico e raggiunge il team Ricerca&Sviluppo. Vuole una demo funzionante e la vuole entro la settimana.

Okay, magari non è proprio così che vanno le cose in quel di Facebook, ma è curioso che proprio Mark Zuckerberg sia stato avvistato in una
stanza su Clubhouse giusto qualche giorno prima che si diffondesse la notizia che Instagram stesse lavorando al lancio delle originalissime
“Rooms”.

Instagram Rooms

L’indiscrezione è arrivata dal New York Times che parla di vere e proprie contromisure da parte di Facebook che si sarebbe già messa a
sviluppare un’alternativa incredibilmente simile a Clubhouse.

Il New York Times racconta che è proprio dai piani alti di Facebook che sarebbe arrivato l’ordine per ingegneri, creativi, UI e UX Designer e tutto il resto del team affinché si partorisse qualcosa in grado di utilizzare le stesse leve su cui Clubhouse fonda il proprio successo.

La domanda adesso è: Facebook lancerà una nuova app stand-alone o vedremo le Rooms arrivare come funzione extra di Instagram o, perché no, di Messenger?

“Abbiamo collegato le persone attraverso tecnologie audio e video per molti anni ed esploriamo sempre nuovi modi per migliorare questa
esperienza per le persone” ha spiegato – riporta Repubblica – Emilie Haskell, una portavoce di Facebook, di fatto confermando il progetto.

Ad oggi l’ipotesi più plausibile resta però quella che vedete nel titolo di questo paragrafo. Nasceranno davvero le Instagram Rooms?

Brutte abitudini

Tutta questione di abitudine, verrebbe da dire. E Facebook ha consolidato negli anni la brutta abitudine di considerare il mercato in cui opera una sorta di laboratorio esterno di Ricerca&Sviluppo. Sembra proprio che a Menlo Park preferiscano ormai lasciare agli altri, siano veri competitor o piccole start-up (vedi Clubhouse), sperimentare nuove tecnologie, nuove dinamiche social o nuove funzioni.
Perché parlo di “abitudine”?

Perché ai tempi di Instagram, Facebook si fece avanti e la acquisì, riempendo di dollari i founder, ma poi arrivò Snapchat. Anche quella volta
Facebook si fece avanti con una proposta di acquisizione, interessata com’era all’innovativa funzione delle Stories. Snapchat rispose con un
secco no e per la prima volta i piani alti Facebook si inebriarono del brivido dato dal poter semplicemente copiare e integrare senza nessuna
acquisizione di sorta.

Le Stories arrivarono su ogni prodotto targato Facebook, non importa fossero ridondanti, come quelle su Facebook e quelle su Messenger, o
inaspettate, come quelle su WhatsApp. Le Stories erano ovunque e a costo zero… ed erano un successo!

Non deve essere facile sapere di avere a disposizione questo “super potere” e non usarlo.

Infatti da lì in poi la cosa si è ripetuta ancora e ancora. (Qualcuno ha detto Reels?)

Ma stavolta, su questo carro chiamato Clubhouse, non è solo Facebook a volerci salire.

Twitter Spaces

Stanze, room, spazi. Il concetto è sempre quello, ma non è detto che la logica di Clubhouse possa funzionare bene ovunque. Sì, anche Twitter vuole giocare il suo ruolo in questa storia e forse ci sta vedendo lungo.

Poniamoci questa domanda: perché i Reels, mutuati da TikTok, hanno funzionato così bene su Instagram?
Perché l’utenza è estremamente simile. Attenzione, non identica, sia chiaro, ma simile.

Allo stesso modo poniamoci adesso quest’altra domanda: come si inserirebbero le stanze di dibattito orale su un social come visuale Instagram? E invece su Twitter? Avete già capito dove voglio arrivare.

Clubhouse si basa su concetti, cose da dire, da discutere in gruppo, tutti assieme, ben divise per temi: tutte dinamiche molto più familiari a
Twitter, piuttosto che a Instagram.

Non stupisce, allora, che proprio Twitter stia investendo ogni energia a sua disposizione per lavorare ai Twitter Spaces che – sorpresa – sono già funzionanti e operativi, anche solo per una ristretta cerchia di tester. Il meccanismo è molto simile a Clubhouse: si entra in un Twitter Space, si può richiedere la parola da un’apposito tasto a forma di microfono e si può dare un feedback visivo tramite emoji se lo si vuole.

Insomma, a conti fatti, che si tratti di Facebook, di Twitter o della stessa Clubhouse, quella che stiamo osservano è una situazione in costante
evoluzione che sembra però non lasciare alcun dubbio sul fatto che la voce, il parlare, il parlarsi, è qualcosa a cui diamo sempre più valore, al punto da popolare stanze virtuali per scambiare due chiacchiere, fare dello stonatissimo karaoke o discutere di Social Media Marketing.

Conclusioni

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile per approfondire il motivo per il quale tutti stanno copiando Clubhouse.

Ricordati che se vuoi comprendere e sfruttare il digital marketing puoi seguire Digital flow su Instagram, dove pubblichiamo contenuti utili per chi vuole conoscere meglio questo mondo.

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In questo articolo ti ho parlato di Clubhouse e di come tutti lo stiano copiando, a presto e ricorda…

Comprendi e sfrutta il digital marketing.

Oppure rimani succube del suo potere e accettane le conseguenze.

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