Cosa è la Visual Identity e perchè è importante

Un proverbio popolare dice: “Non giudicare un libro dalla copertina”.

Niente di più sbagliato quando si parla di marketing.

La verità e che se anche molte persone ripetono questa frase come un mantra, la prima impressione, la copertina, l’aspetto visivo, ha un forte impatto sulla percezione finale che ci facciamo.

Indipendentemente dal fatto che parliamo di persone o di brand, l’aspetto visivo conta eccome.

Noi esseri umani siamo attratti da ciò che definiamo “bello”, ti ricordi, ne abbiamo parlato anche nell’articolo dedicato alle armi di persuasione di Robert Cialdini.

Proprio per questo in quest’articolo andremo a parlare della Visual Identity.

Questo è quello di cui parleremo in questo articolo:

Cosa è la Visual Identity?

L'immagine esterna di un brand

La visual identity è, tradotto letteralmente dall’inglese, l’identità visiva di un brand.

Si, ma in parole  semplici cosa vuol dire?

Vuol dire che questa definizione racchiude tutti gli elementi visivi che rappresentano un brand, come ad esempio:

  • Marchio;
  • Colori;
  • Font;
  • Stile;
  • Foto;

E tanti altri elementi che ogni giorno vediamo associati a tanti brand, e che insieme costruiscono in noi la percezione di quel determinato brand.

Tutti questi piccoli elementi, sembrano insignificanti, ma la verità è che impattano sulla percezione che le persone hanno di un brand. Sopratutto quando si viene esposti a questi elementi ripetutamente, con frequenza.

Avere un marchio efficace è fondamentale, come vedremo sotto, ma anche scegliere il colore giusto o il font più adatto per quello che si vuole comunicare, un elemento scelto con superficialità avrà delle conseguenze e sopratutto si nota se visto dall’esterno, anche se da persone non esperte.

Differenza con brand identity

Il carattere del Brand
In molti fanno l’errore di pensare che la Visual Identity e la Bran Identity siano la stessa cosa, la verità è che non è così, si tratta di due cose ben distinte ed entrambe fondamentali.

La Brand Identity non si riferisce agli aspetti visivi, bensì a tutto ciò che un brand dice e racconta, i suoi valori, lo stile di comunicazione, la mission, la visione e la cultura aziendale.

Se vogliamo fare un esempio, la Visual Identity è l’aspetto esteriore, come vestiamo il nostro brand, mentre la Brand Identity è il carattere, la personalità che ci sta sotto.

L’importanza della Visual Identity

Avere una Visual Identity curata ed efficace è importantissimo, molti sottovalutano questi aspetti visivi perchè li ritengono di seconda importanza, in quanto non portano guadagni diretti.

Ed è vero, non possiamo certo calcolare quante vendite in più porta l’avere ad esempio un marchio efficace o scegliere un colore piuttosto che un altro, sopratutto perchè sono fattori che entrano in gioco nel medio e lungo termine.

Tuttavia avere una Visual Identity efficace è importantissimo perchè contribuisce a:

Riconoscibilità del brand

Sapersi distingure
Ne abbiamo parlato spesso su Digital flow. Viviamo in un mondo pieno di stimoli, informazioni e distrazioni. Tutti i mercati sono iper-competitivi e destinati a diventarlo sempre di più, per questo è fondamentale distinguersi dagli altri, dalla massa, emergere da questo rumore di fondo.

Quando vediamo uno scaffale, riconosciamo subito una lattina di coca cola. Quando vediamo una pubblicità in tv riconosciamo subito che si tratta della Apple. Se la tua Visual Identity è chiara ed efficace, il tuo brand sarà riconoscibile rispetto agli altri e dunque notato e percepito come unico.

Qualità percepita

Qualitativamente migliore
Tornando al concetto iniziale di questo articolo, l’aspetto visivo è fondamentale per le persone per decretare la qualità di quel brand. Un prodotto, se comunicato meglio di un altro, verrà percepito come qualitativamente migliore, anche se magari i dati oggettivi dicono il contrario.

Il marketing d’altronde è una questione di percezione e in questo l’aspetto visivo svolge un ruolo fondamentale.

Reputazione e immagine

Impatta sulla reputazione di un brand
Per lo stesso concetto la Visual Identity impatta su quella che è la reputazione e l’immagine di un’azienda. Se un’azienda ha una Visual Identity poco curata e quindi ad esempio ha un marchio non professionale, utilizza un font scadente e foto non appropriate…tutto questo impatta sulla reputazione del brand e sulla sua immagine negativamente.

Posizionamento

Posizionato nela mente delle persone
Ogni cosa che dici e che comunichi tende a posizionarti, anche come ti presenti visivamente. Se utilizzi un font molto giocoso e colori accesi, avrai un determinato posizionamento, se invece utilizzi colori più tenui, e un font ricercato, ne otterrai un altro.

Ogni singolo elemento ti posiziona nella mente delle persone ancora prima che tu dica una parola.

Attrattività

Adeguato al target

Se un brand ha una Visual Identity che rispecchia i gusti del target a cui si rivolge, diventa attrattivo.

Pensiamo ad esempio ad Apple e a come ogni sua comunicazione e ogni suo prodotto sia sempre stato “cool”. Le persone non comprano l’iPhone perchè lo reputano oggettivamente migliore rispetto ad un altro smartphone, lo acquistano perchè ne sono attratti, lo trovano “cool”, o come diceva Steve Jobs, lo trovano “sexy”.

Questi sono soltanto alcuni dei punti per cui è importantissimo avere una Visual Identity curata ed efficace, ma ne esistono sicuramente tanti altri.

Vorrei ora soffermarmi un attimo su due aspetti fondamentali per qualsiasi Visual Identity: il marchio e i colori.

Un marchio efficace

Caratteristiche marchio

Iniziamo dal dire cosa è un marchio, sembra un concetto scontato, ma non lo è affatto. Il marchio è quello che viene comunemente chiamato “logo”.

Ma in realtà il “logo” è una parte del marchio, ma andiamo per gradi.

Il marchio è la faccia di un brand.

Tutto quello che viene fatto, quello che un brand dice, comunica, pensa, nella mente delle persone viene associato al marchio.

Un marchio deve essere efficace per rendere questo processo lineare, per far sì che tutto il lavoro che viene fatto a livello di marketing, rimanga impresso nella mente delle persone, venga ricordato.

Un marchio è generalmente (ma non sempre) composto da due parti: il logotipo (generalmente chiamato logo) e il pittogramma.

Il logotipo è la parte testuale, la scritta che solitamente riporta il nome del brand, nel caso del logo della Nike è proprio la scritta “NIKE”.

Il pittogramma invece è la parte illustrata, banalmente il disegno, il simbolo di un logo. Sempre nel caso del logo Nike ad esempio, parliamo del famoso baffo che troviamo sotto alla scritta.

Ovviamente un marchio può essere composto anche soltanto da uno di questi due elementi. Ad esempio il logo della Apple è composto soltanto dal pittogramma, mentre il logo della Samsung soltanto dal logotipo.

Si potrebbe parlare per ore su come realizzare un marchio efficace, ma non è l’obiettivo di questo articolo, ne avremmo lo spazio per trattare adeguatamente il tema, tuttavia vorrei darti alcune indicazioni su come capire se un marchio è veramente efficace.

Leggibilità

Leggibile ovunequ
L’errore che viene fatto più spesso con un marchio. Non tenere in considerazione che un marchio deve essere letto alla perfezione tanto su un biglietto da visita, quanto su un cartellone stradale di 3×5 metri. Deve essere sempre allo stesso modo leggibile.

Sintesi

Memorizzazione
Un marchio deve essere sintetico, per migliorarne la leggibilità ma anche per migliorarne il messaggio e la memorizzazione.

L’essere umano riesce a ricordare dei simboli molto più facilmente se sono semplici, con pochi segni e pochi elementi dentro. Non ha senso quindi voler inserire tantissimi elementi nel marchio, colori, segni e sfumature, meglio inserirne pochi ma mirati e sopratutto che sintetizzano un concetto.

Come direbbe qualcuno…”less is more”.

Unicità

Creativo e esclusivo
Spero non sia necessario sottolinearlo, ma un marchio deve essere unico. Questo rende riconoscibile ovviamente il brand e, appunto, lo rende unico.

Un marchio quindi deve essere creativo, esclusivo e originale, non ha senso copiare un marchio di successo soltanto perchè quel brand è famoso e quel marchio funziona, otterrai l’effetto opposto.

Iconicità

Condivisibile e riproducibile
Un marchio deve prestarsi a diventare iconico. Deve quindi essere condivisibile e riproducibile.

Le persone devono poterne condividere a livello concettuale i valori e poterlo riprodurre con semplicità. Solitamente si dice che un marchio può diventare iconico quando chiunque può metterlo su carta in modo semplice e veloce, senza riferimenti davanti, utilizzando soltanto un foglio bianco e una penna.

Elasticità

Utilizzabile in molteplici formati
Un marchio deve essere utilizzabile in molteplici formati e contesti.

Viviamo in un’era multi piattaforma, un marchio deve poter apparire su uno smartphone, come su un pc con la stessa efficacia. E sopratutto un marchio deve essere pensato per essere utilizzato in spazi verticali e orizzontali, in negativo e in positivo, utilizzando il solo logotipo o il solo pittogramma.

Ci tengo a precisare che questo articolo non è una guida alla realizzazione di un marchio efficace e come tale è impossibile approfondire ulteriormente il tema, quello che ho cercato di darti è una panoramica di alcuni punti fondamentali da seguire per realizzare o comunque giudicare un marchio come efficace.

Psicologia dei colori

Psicologia dei colori del marketing
Arriviamo ora ad un altro elemento importantissimo per un brand.

I colori.

Nulla è lasciato al caso quando si parla di Visual Identity e in generale di marketing, te l’ho detto, neanche quando si parla di colori.

Infatti scegliere un colore rispetto ad un altro cambierà totalmente la percezione che le persone hanno del tuo brand. Pensi che i più grandi brand al mondo abbiano scelto a caso o su due piedi i colori che ora rappresentano la loro identità visiva?

Non penso proprio.

Parlare di psicologia del colore significa parlare di emozioni, di sensazioni di piacere, di benessere, di entusiasmo e di vitalità, di tristezza e di sicurezza che scattano nel nostro cervello nel momento in cui ci troviamo davanti ad un determinato colore.

Sono concetti che vanno ben oltre il mondo del marketing e arrivano nella psicologia, nell’arte…pensa soltanto a quanti studi facevano i pittori di un tempo prima di dipingere un quadro.

Il colore è sempre stato un elemento fondamentale della nostra vita, capace di provocare emozioni e sensazioni.

Ma quindi come scegliere il colore giusto?

Ogni colore come ti dicevo ha un’emozione che scatena in chi lo guarda, ecco una panoramica dei colori più diffusi e relative emozioni:

Blu

Sicurezza e calma
E’ un colore che suggerisce sicurezza, calma e stabilità, viene infatti spesso utilizzato dalle banche e in generale da chi vende servizi di carattere finanziario. Viene inoltre associato al digitale e alla tecnologia, all’innovazione.

Alcuni studi hanno provato che il blu diminuisce la sensazione di fame e viene infatti poco utilizzato nei prodotti di carattere alimentare.

Rosso

Forza e passione
Il rosso è la potenza, l’energia, la forza e la passione. Vedere questo colore aumenta il ritmo cardiaco e crea una sensazione di urgenza, pericolo o immediatezza. Rappresenta il sangue e quindi la vita, l’amore ma anche l’odio.

Viene spesso utilizzato per catturare l’attenzione e scatenare altre emozioni.

Giallo

Ottimismo e allegria
Rappresenta l’ottimismo, l’allegria e la giovinezza. Si tratta di un colore molto luminoso e capace di attirare l’attenzione se utilizzato con cura, senza esagerare, infatti una sovraesposizione al giallo tende a stancare l’osservatore.

Verde

natura e salute
Rappresenta la natura, il bio, la salute e la freschezza. Da un senso di calma, di pace e di tranquillità, viene ovviamente utilizzato dai brand che si occupano di ambiente, di natura e di prodotti bio.

Allo stesso tempo è un colore che rilassa e viene utilizzato dalle farmacie e dagli ospedali, per trasmettere una sensazione di benessere in ambienti in cui per definizione è presente un problema da risolvere.

Nero

Lusso ed eleganza
E’ un colore fortissimo, associato al lusso, all’eleganza, al segreto, ma anche alla morte, alla malvagità, alla paura. Si tratta di un colore molto autoritario, da utilizzare con cura e attenzione perchè genera emozioni molto forti. Viene anche associato al pericolo.

Bianco

Perfezione e pulizia

Viene associato alla perfezione, alla pulizia, ma anche all’innovazione tecnologica. Simboleggia innocenza e purezza, spazio, luminosità, avanguardia, pace e tranquillità.

Arancione

Passione ed impulsi

E’ un colore che trasmette calore, passione per gli acquisti, impulsi incontrollabili, energia e trasformazione. Si tratta di un colore molto utilizzato nelle pubblicità perchè tende molto all’acquisto.

Questi sono ovviamente alcuni esempi, ma ogni colore ha un’emozione specifica associata.

Prova a pensare da adesso in poi ai brand che utilizzano uno di questi colori come colore principale, non vogliono comunicare una di queste emozioni?

Conclusioni

Tengo molto ai concetti espressi in questo articolo perchè credo siano fondamentali ma altamente sottovalutati dalla maggioranza delle aziende italiane o da chi si approccia al business o all’online.

Fin dagli inizi con Digital flow ho cercato di mantenere l’asticella della qualità visiva sempre alta perchè credo sia parte integrante e fondamentale del marketing e della percezione che i contenuti danno alle persone di Digital flow.

Spero di essere riuscito con questo articolo a trasmetterti questi concetti così importanti.

Ricordati che se vuoi comprendere e sfruttare il digital marketing puoi seguire Digital flow su Instagram, dove pubblichiamo contenuti utili per chi vuole conoscere meglio questo mondo.

Ti consiglio inoltre di iscriverti alla newsletter, in questo modo riceverai un avviso ogni volta che uscirà un nuovo articolo sul blog e riceverai dei contenuti esclusivi, ovviamente a tema digital marketing.

In questo articolo abbiamo parlato di cosa è la Visual Identity e perchè è importante, alla prossima e ricorda…

Comprendi e sfrutta il digital marketing. Oppure rimani succube del suo potere e accettane le conseguenze.

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