Me Contro Te, storia di un brand di successo tutto italiano

La maggior parte delle persone che conosce i “Me Contro Te” ne ha sentito parlare per via del loro seguitissimo canale YouTube stracolmo di contenuti per bambini, ma se ultimamente dei Me Contro Te si è parlato su testate del calibro di Business Insider e sul Sole24Ore ci sarà un perché.

Ed è di questo che parliamo oggi!

Di un brand tutto italiano, nato su YouTube ed evolutosi in qualcosa che rappresenta un vero unicum per il nostro Paese e merita di essere approfondito per capire come i Me Contro Te siano diventati i il brand di successo che abbiamo sotto gli occhi oggi.

Chi sono i Me Contro Te?

Amatissimi dai bambini fra i 5 e i 10 anni, Luì e Sofì sono “la coppia vincente di YouTube Italia”, al centro di quello che è ormai un caso studio vero e proprio.

Superati i 5 milioni di iscritti sul canale YouTube e il milione e mezzo di followers su Instagram, il successo di Luigi Calagna e Sofia Scalia non solo non accenna a fermarsi, ma accelera esponenzialmente con tanto di magliette, cappellini, zaini, peluche, libri e cartoleria varia a formare un merchandising sconfinato che passa anche per Panettoni e Uova di Pasqua.

Quali sono le leve del marketing che Luì e Sofì hanno usato per essere dove sono quindi?

E non si parla solo di come siano riusciti a coinvolgere e intrattenere centinaia di migliaia di bambini in tutta Italia, ma di come siano usciti nell’ impresa di costruire un brand chiaro, identitario e memorabile, capace di associarsi a una mole senza fine di prodotti brandizzati.

Qualche numero

L’Harvard Business Review mette in fila alcuni numeri:

  • TRE
  • VENTICINQUE
  • CENTOTRENTAMILA

Tre, come i canali YouTube legati al brand attualmente attivi:

  1. Me contro Te
    Canale principale che conta oltre 5,7 milioni di iscritti
  2. Me contro Te Music
    Canale musicale con “appena” 1,6 milioni di iscritti
  3. Me contro Te Extra
    Canale per i contenuti speciali con oltre 700 mila iscritti

Venticinque, come gli euro richiesti per assistere al loro spettacolo dal vivo. Uno show di appena 30 minuti durante il loro ultimo tour estivo del 2019; soli 30 minuti, ma in grado di mobilitare una moltitudine di famiglie dando vita a scenari fin troppo unici per il target bambini che l’Harvard Business Review racconta così:

La scena è impressionante e si manifesta dentro uno dei tanti parchi giochi frequentati dalle famiglie nella stagione calda. Lo show avrà inizio alle 15 nell’arena principale – circa 2500 posti. Alle 12,30 di fronte al cancello dell’arena si inizia a formare una piccola fila, poche decine di persone; venti minuti dopo, la fila è decuplicata; un’ora dopo è ressa: l’arena è tutta esaurita (e c’è gente fuori che implora l’ingresso). Si faccia, il lettore, i conti legati alla scena descritta. Lo show? Gag, tre canzoncine, e tanti baci e urletti e gridolini. Lo show si replica dalle due alle tre volte al giorno. Prima, dopo e intorno: merchandising.

Centotrentamila, come le copie vendute da uno dei loro ultimi libri, “Le fantafiabe di Luì e Sofì”. In questo caso, per i non avvezzi al mondo dell’ editoria, è importante dare un metro di paragone affinché sia chiaro il peso di questo terzo numero, di queste centotrentamila copie vendute con un singolo volume: in Italia, “un nuovo titolo che va bene vende circa quattromila copie.”

A questi numeri se ne potrebbero aggiungere ancora molti altri, ma per non ridurre questo articolo ad una mera sequela di numeri con
commento, mi limiterò a citarne solo un altro.

Dieci milioni, come gli incassi sfiorati dal loro primo e (per adesso) unico film “La Vendetta del Signor S” che ha segnato 9,6 milioni di euro al botteghino ai quali vanno sommati incalcolabili introiti dalla versione DVD.

Se poi si considera che questo è un film uscito a fine gennaio 2020, ad un passo dal primo lockdown nazionale che ha visto la chiusura forzata di tutte le sale cinematografiche, nonché lo stop delle proiezioni del film stesso…“

Economicamente parlando

Lo so bene, mentre leggevi questi numeri hai provato, anche solo a mente in maniera approssimativa, a fare qualche calcolo per farti un’idea
della mole di denaro che il brand Me Contro Te riesce a muovere.

Niente paura, non serve la calcolatrice, ci pensa Il Sole 24 Ore a darci la misura economica del fenomeno Me Contro Te.

La piccola SRL costituita dai Me Contro Te ha, fra il 2019 e il 2020, aumentato di cinque volte il proprio fatturato.

Sì, di cinque volte in soli 12 mesi, raggiungendo i 2,8 milioni di euro.

Ma quanto di questa cifra è realmente guadagno? Vediamolo subito.

La piccola SRL presenta un costo del personale pari a zero con costi di produzione per 393mila euro e paga 710 mila euro di imposte sugli utili (bilancio 2018). Questo significa che il margine di guadagno ha quasi dell’incredibile: l’indice di redditività aziendale ha segnato un surreale 92,5 (su 100) e l’utile netto è aumentato più di sette volte in un anno, arrivando fino a 1,75 milioni.

E il marketing?

Il marketing, mai come in questo caso, è alla base.

A vedere le cose dall’esterno sembrerebbe proprio che ogni singola mossa dei Me Contro Te sia attentamente studiata e pianificata in un’ottica di Marketing Strategico puro e semplice: i video veicolano messaggi, parlano di prodotti e non lo fanno come fosse una pubblicità in senso classico, ma in maniera quanto mai intelligente, coerente con la comunicazione del duo e, soprattutto, in maniera naturale.

È così che se all’orizzonte c’è il lancio di un nuovo paio di scarpe dei Me Contro Te, ecco arrivare un video sull’omonimo canale YouTube in cui i bambini possono vedere i loro beniamini Luì e Sofì vestire i panni degli scienziati, intenti a realizzare in laboratorio le nuove scarpe.

Nessun invito esplicito all’acquisto, solo tanto tanto storytelling di qualità che prepara e veicola il loto target verso gli scaffali dei negozi dove, con appena 80 euro sarà possibile portare a casa le scarpe dei Me Contro Te.

Persino il film, quello da dieci milioni di incassi, che potrebbe sembrare il “prodotto finale”, il “paio di scarpe da vendere”, è in realtà stato sfruttato come una sorta di video YouTube in versione estesa e che, quindi, coerentemente con il loro modus operandi, intrattiene proponendo al contempo in maniera subliminale contestuale nuovi prodotti da acquistare.

Nel film è centrale infatti lo “slime” del famigerato Signor S: una sostanza gelatinosa che i bambini hanno ritrovato in cartoleria e nei negozi di giocattoli appena usciti cinematografica.

Alberto Mattiacci, Professore di Marketing, Economia e Gestione delle imprese, fa un’analisi lucida del percorso di Luigi Calagna e Sofia Scalia:

Lasciate da parte i singoli prodotti – video, cappellini, libri eccetera. Smantellate l’impalcatura mentale della linea target-prodotto distribuzione-vendita. Riportiamo a grezzo, come si fa quando si restaura una vecchia credenza dei nonni per la casa di campagna.

Il grezzo si chiama così: un prodotto – un format video – che funziona. Poi ci si passa sopra il turapori: un nome di marca – Me contro Te, Luì e Sofì – che l’audience capisce bene e si ricorda. Poi, l’ingrediente che nelle cose della vita non si compra (ma costa): il tempo -cinque anni di esistenza online a fare cose coerenti, rigorosamente coerenti, senza cedimenti, pause o
incertezze.

Gutta cavat lapidem dicevano i padri latini. Si crea così quella miscela magica – la product offering – che è l’anima di ogni mercato e che poi il marketing codificato, quello tecnico-manageriale, saprà esplodere in una rosa di opportunità: c’è chi le chiama brand stretching, chi brand extension, poco importa. Il caso di Luì e Sofì, a nostro avviso, al di là della capacità del brand essere veramente omnichannel esemplifica il ruolo di un valore centrale di ogni avventura di marketing di successo: la coerenza.

Conclusioni

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile per capire la storia di successo del brand Me Contro Te.

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In questo articolo ti ho parlato della storia di successo del brand Me Contro Te, a presto e ricorda…

Comprendi e sfrutta il digital marketing.

Oppure rimani succube del suo potere e accettane le conseguenze.

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