FOMO: i social e la paura di essere tagliati fuori

I social network hanno cambiato il nostro mondo, per sempre e in molti aspetti.
Come molto spesso ci piace raccontare sui canali di Digital flow, crediamo che nella maggior parte dei casi questi strumenti possano essere sfruttati in modo positivo, a patto che se ne abbia la consapevolezza.
Tuttavia, è innegabile come questi social, soprattutto quando si perde il controllo e se ne abusa, abbiano anche un impatto negativo sulle nostre vite.
Si tratta di strumenti ormai così tanto integrati nelle nostre vite quotidiane da essere un’abitudine potenzialmente devastante, se utilizzati in modo non corretto.
In particolare, questi nuovi strumenti hanno dato vita a veri e propri nuovi comportamenti, abitudini, bisogni psicologici e ansie…
Ed è qui che entra in gioco la cosiddetta FOMO.

Cos’è la FOMO

La sigla “FOMO” sta per “Fear of missing out”, che significa letteralmente “La pausa di essere tagliati fuori“.
Sta ad indicare l’ansia sociale del dover entrare costantemente su queste piattaforme per consumare contenuti, per paura di perderseli per sempre.
Temiamo che, non entrando ripetutamente su Facebook o su Instagram, ci perderemo quella foto interessante del nostro amico, quella storia di cui tutti parleranno il giorno dopo e noi non potremo socializzare perché non l’abbiamo vista.
Saremo tagliati fuori, appunto.
Questo genera un’ansia continua nella mente delle persone e le porta ad accedere costantemente ai social network, in modo quasi compulsivo.

La FOMO fa parte di noi da sempre

In realtà, questo fenomeno esiste da molto prima che nascessero i social network.
Come spesso accade e come ci piace ripetere sempre, gli strumenti digitali non fanno che amplificare concetti che sono sempre esistiti per l’essere umano.
Ma questa è un’altra storia.
Torniamo a noi.
Noi esseri umani, siamo per definizione degli animali sociali.
Fin da quando ci trovavamo nelle caverne abbiamo capito che unirsi in gruppi era un aspetto fondamentale per la sopravvivenza.
Questo è quello che facevamo allora per procurarci cibo e difenderci dai predatori ed è quello che continuiamo a fare ancora oggi unendoci continuamente in gruppi sociali di diverse tipologie.
Il fatto è che ci piace essere insieme ad altri esseri umani, ci piace sentirci parte di un gruppo.
Il non essere informati, il non poter interagire con un gruppo sociale perché non conosciamo l’argomento di cui si sta parlando, ci fa sentire tagliati fuori, appunto.
E noi odiamo essere tagliati fuori dal gruppo sociale.
Ancora una volta, quindi, la nostra tendenza alla sopravvivenza ci porta a non voler perderci nulla (come nel caso della FOMO).

FOMO e trigger mentale

Questo fenomeno crea in noi un circolo vizioso, perché nasce un vero e proprio trigger” mentale.
Ovvero un “grilletto”, un input, interno o esterno, che provoca in noi una reazione.
Questo trigger può essere interno se, ad esempio, sentiamo proprio il bisogno più o meno conscio di voler accedere a un social network per paura di perdere qualche contenuto importante.
Oppure può essere esterno, se, per esempio, vedere il nostro smartphone ci ricorda di avere bisogno di accedere al social network.
In entrambi i casi, il risultato che ne deriva, la nostra reazione automatica allo stimolo, al trigger, è la stessa.
Prendiamo lo smartphone, apriamo Facebook o Instagram e cominciamo a scrollare all’infinito.
In modo compulsivo ed inquietante.

Le nuove generazioni e la FOMO

Ovviamente, tutto questo è ancora più forte e presente nelle nuove generazioni.
I nativi digitali, infatti, hanno una visione molto più distorta di questi strumenti, perché per loro sono qualcosa che è sempre esistito.
Di conseguenza, la differenza tra mondo reale e mondo digitale è sempre più sottile e la FOMO è così tanto accentuata che molto spesso scaturisce in veri e propri fenomeni psicologici come la depressione o l’utilizzo compulsivo dei social network.

Risvolti nel marketing

Tutto questo, forse, non ha particolari risvolti nel marketing.
Non esistono tecniche per sfruttare la FOMO a nostro vantaggio.
Ma bisogna essere consapevoli.
Consapevoli che noi tutti (anche il nostro eventuale targert) utilizziamo i social network con queste modalità quasi compulsive, accediamo a queste piattaforme con una frequenza altissima e con queste motivazioni.
Conoscere queste dinamiche è fondamentale, perché il marketing è psicologia applicata e come tale dobbiamo conoscere e comprendere i comportamenti delle persone che vogliamo raggiungere, per massimizzare i risultati del nostro marketing.

Conclusioni

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile per capire cos’è la FOMO, questo fenomeno costantemente presente nella vita di tutti noi ma di cui pochi hanno poi effettivamente consapevolezza e di conseguenza riescono a contrastarlo.
Credo infatti che il primo passo per contrastare qualsiasi cosa, e quindi anche la FOMO, sia proprio quella di essere consapevole del problema.
Ricordati che se vuoi comprendere e sfruttare il digital marketing puoi seguire Digital flow su Instagram, dove pubblichiamo contenuti utili per chi vuole conoscere meglio questo mondo.
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In questo articolo ti ho spiegato cos’è la FOMO, per questo contenuto è tutto, a presto e ricorda…
Comprendi e sfrutta il digital marketing.
Oppure rimani succube del suo potere e accettane le conseguenze.

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