Marketing al supermercato, tutte le strategie utilizzate

Ogni supermercato applica costantemente una serie di strategie di marketing che hanno lo scopo di accogliere la clientela all’interno di un sistema ordinato di pubblicità, mantenendo saldo in questo modo l’obiettivo di canalizzare costantemente il compratore verso l’oggetto di vendita desiderato.

Come in molte strategie pubblicitarie, anche in questo caso si cerca di creare un clima di confort e di apparente dominio nei confronti del possibile acquirente rispetto all’oggetto di acquisto, cosi che questo possa riconoscere nell’atto dell’acquisto la realizzazione di una scelta ponderata e dominata.

Vedremo ora un insieme di strategie utili a far si che l’insieme di questi elementi prenda vita e si realizzi un’esperienza percepita come unica ed autentica dall’acquirente.

Frutta e verdura

Un primo obiettivo è predisporre il cliente a sentirsi protagonista.

All’immagine della frutta e della verdura è associata una sensazione di freschezza e bontà che suscitano un richiamo attivo e piacevolmente partecipativo da parte di chi acquista.

Questa lettura è anche molto legata alla pluralità di colori con cui il prodotto si presenta e all’aromatizzazione che i market mettono in atto nel reparto.

E’ per questo che troviamo i reparti ortofrutticoli sempre all’ingresso dei supermercati: questi rappresentano lo strumento migliore per mettere a loro agio i clienti e captarne la sensazione positiva che dovrà accompagnare tutta la spesa!

Questo è un ottimo esempio di strategia marketing che troviamo in ogni singolo supermercato.

Pensaci!

Strategia degli scaffali

Un’ottima progettazione prevede sempre un’attenta analisi delle fallibilità del progetto stesso e che le nostre scelte generano. Ogni scelta, operando a favore di un aspetto, lascia sempre altri aspetti che potrebbero essere penalizzanti.

Tuttavia, se non si può pensare di accontentare ogni compratore, si possono adottare degli accorgimenti che cerchino di non mettere nessuno a disagio rispetto la propria strategia.

Una strategia di marketing da supermercato, in tal senso, è la posizione che gli oggetti in vendita occupano.

Gli scaffali alla stessa altezza dello sguardo, infatti, sono soggetti ad un grande prestigio, che le aziende conquistano per mezzo di un’ulteriore acquisizione.

Questo mette il supermercato nella condizione di sapere che, anche se non dovesse risaltare il prodotto più conveniente in termini di guadagno, può comunque contare su una competitività pubblicitaria che le aziende esercitano autonomamente per tentare di vendere il loro prodotto, e ritrovare così il guadagno apparentemente perduto.

Coerentemente a questo sistema, può accadere che beni di prima necessità che però non godono di un’altissima competitività sul mercato possano comunque trovare spazio nella strategia del supermercato.

Infatti, la loro sistemazione negli scaffali in basso e nelle ultime corsie del market fa in modo che il cliente percorra tutto il market per compiere un acquisto di un bene necessario e legato per natura alla realtà quotidiana.

Questo moltiplica le probabilità di acquisto di un bene non necessario o comunque non previsto durante il percorso effettuato all’interno del market.

Campioni gratuiti

Altri mezzi, che inducono il cliente all’acquisto di un prodotto non necessario o non previsto, sono tutte le azioni che prevedono un transfer tra il cliente e il venditore.

Un esempio chiaro di questa dinamica all’interno di un market è riscontrabile negli stand che offrono campioni gratuiti.

Questi stand presentano principalmente prodotti secondari o di alta qualità che non sono generalmente presenti nella quotidianità del cliente.

Questo rende tali prodotti meno ricercati dal cliente durante la spesa.

E’ fondamentale quindi il legame con il presentatore del prodotto.

In questo caso, viene a crearsi  una momentanea fidelizzazione del cliente, il quale percependo questo trattamento personalizzato individua ed associa al prodotto una trattazione di qualità di cui autonomamente si considera soddisfatto.

Questo può indurre i clienti anche a procedere ad acquisti assolutamente non presi in considerazione in precedenza facendo leva sull’inconscio.

Carrello MAXI!

Le dimensioni del carrello rientrano esattamente in quella serie di accorgimenti utili a far leva sull’inconscio dell’acquirente.

Potendoci, infatti, immaginare il processo della spesa come un sistema che gode di due principali realizzazioni, giornaliera o settimanale, ci si accorge subito di come le dimensioni dei carrelli relativi al numero di prodotti che si considera di voler acquistare siano pensate per una maxi-spesa.

Questo per un duplice aspetto, si vuole indurre il cliente in un percorso prefissato che lo porti ad acquistare prodotti che non aveva previsto e si vuole trasferire al cliente una sensazione di insoddisfazione e inappropriata nell’osservare il carrello particolarmente vuoto.

Infatti, attraverso un processo di cattura mentale, molto simile a quello giocato attraverso il reparto di frutta e verdura, si vuole far calare il cliente in un processo di appagamento e protagonismo rispetto a se stesso come conduttore della spesa.

Ovviamente, un carrello pieno non farà altro che far sentire il consumatore ancora più protagonista delle proprie scelte, aumentando ulteriormente il proprio piacere nel condurre gli acquisti.

Cross selling, acquisti impulsivi e sconti 3×2

Vediamo ora un’ultimo aspetto della strategia di marketing dei supermercati che ci mostra, in un tono più completo, l’importanza e lo sviluppo che questi fattori insieme producono.

Immaginiamo di camminare in uno degli ultimi tratti del nostro percorso in un market e di trovarci tra gli scaffali degli snack, quanto potrebbe essere stimolante ai fini di un mio acquisto trovarmi davanti ad uno scaffale di bibite che amo bere vicino a degli snack?

Questo particolare processo prende il nome di “cross selling” ed ha l’obiettivo di creare una continuità tra i desideri che il cliente rievoca tramite ricordi di se stesso nel consumare quel preciso prodotto e l’immediata visibilità che il prodotto assume sugli scaffali subito successivi.

Immaginiamo ora che questa bevanda sia venduta con uno sconto presentato come un “3×2”.

Questi particolari tipi di sconto che sottendono ad un prodotto omaggio con l’acquisto di un certo numero di prodotti sono molto più evocativi del tipico sconto legato alla percentuale.

Il cliente percepisce lo sconto come un qualcosa di più tangibile e influente sulla sua spesa e sarà indotto all’acquisto più facilmente.

Immaginiamo, in ultima analisi, di aver finito di percorrere questo ultimo scaffale e di trovarci a ridosso della cassa.

Sicuramente, la positiva continuità che ho percepito in modo immediato nell’acquisto dei miei snack e delle mie bevande comporterà degli strascichi anche sulla valutazione dei tipici acquisti impulsivi che vengono presentati a ridosso delle casse.

Prodotti dai piccoli prezzi e legati ad un’idea di concessione piacevole che si presentano sempre come una consacrazione all’esperienza positiva degli acquisti.

Infatti, quest’ultimo acquisto, oltre al vantaggio del suo prezzo e della possibile permanenza in coda del cliente, viene anche identificato come una realizzazione ultima di un’esperienza che è stata percepita da parte dell’acquirente come unica e personalizzata, facilmente fruibile e piacevole.

Conclusioni

Questo nostro piccolo excursus ci mostra quanto influenzabili siano le nostre reali necessità di acquisto, avendo fatto emergere, in un quadro più ampio, quanto tutte le nostre percezioni positive del servizio circostante siano tra loro correlate, fortemente incisive e frutto di un’attenta progettazione strategica del supermercato.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile nel conoscere meglio le strategie marketing utilizzate in ogni supermercato.

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In questo articolo abbiamo analizzato il marketing di un supermercato, alla prossima e ricorda…

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