Marketing al supermercato, tutte le strategie utilizzate

Ogni supermercato applica costantemente una serie di strategie di marketing che hanno lo scopo di accogliere la clientela all’interno di un sistema ordinato di pubblicità, col saldo intento di canalizzare il compratore verso l’oggetto di vendita desiderato.

Come in molte strategie pubblicitarie, anche in questo caso si cerca di creare un clima di comfort e di apparente dominio dell’acquirente nei confronti su prodotto, cosicché questo possa riconoscere nell’atto dell’acquisto la realizzazione di una scelta ponderata e voluta.

Ma è sul serio così?

Quando entriamo in un supermercato, abbiamo davvero il controllo sugli impulsi d’acquisto?

O si tratta solo di studiata apparenza?

Per scoprirlo, non ti resta che leggere quest’articolo…

Frutta e verdura

Prima regola:

l’acquirente  deve sentirsi l’unico attore in scena (il che significa concedergli una completa sensazione di controllo).

Per creare tale aspettativa, si ricorre a diversi escamotage che tranquillizzano i compratori…

All’immagine della frutta e della verdura è associata una sensazione di freschezza e bontà che suscita un richiamo attivo e piacevolmente partecipativo da parte di chi acquista.

Questa lettura è anche molto legata alla pluralità di colori con cui il prodotto si presenta e all’aromatizzazione che i market mettono in atto nel reparto.

È per questo che troviamo i reparti ortofrutticoli sempre all’ingresso dei supermercati:

questi rappresentano lo strumento migliore per mettere a loro agio i clienti e captarne la sensazione positiva che dovrà accompagnare tutta la spesa!

Questo è un ottimo esempio di strategia marketing, riscontrabile in moltissimi supermercati.

Strategia degli scaffali

Ti svelo un segreto, che in realtà non è affatto un segreto…

La posizione degli scaffali nei supermercati non è affatto casuale.

Gli scaffali alla stessa altezza dello sguardo sono soggetti ad un grande prestigio.

Le aziende, infatti, pur di piazzare i loro prodotti in quella posizione, sono disposte a sborsare parecchio.

Il motivo è semplice:

Tra tanta offerte simili, il prodotto che verrà acquistato sarà quello che verrà visto (prima e/o meglio).

D’altro canto, i beni di prima necessità non vengono mai collocati in posizioni “privilegiate”.

Infatti, la loro sistemazione negli scaffali in basso e nelle ultime corsie del market fa in modo che il cliente percorra tutto il market e che, facendolo, intercetti altri, numerosi prodotti potenzialmente interessanti.

Questo moltiplica le probabilità di acquisto di un bene non necessario o, comunque, non previsto durante il percorso effettuato all’interno del market.

Campioni gratuiti

Altri mezzi che inducono il cliente all’acquisto di un prodotto non necessario sono tutte le azioni che prevedono un transfer tra il cliente e il venditore.

Un esempio?

Gli stand che offrono campioni gratuiti.

Questi stand presentano principalmente prodotti secondari o di alta qualità che non sono generalmente presenti nella quotidiana lista della spesa del cliente.

È fondamentale il legame con il presentatore del prodotto.

In questo caso, si crea una momentanea fidelizzazione del cliente, il quale, percependo questo trattamento personalizzato, associa al prodotto una immediata qualità.

Carrello MAXI!

Le dimensioni del carrello rientrano esattamente in quella serie di accorgimenti utili a far leva sull’inconscio dell’acquirente.

Che tu faccia la spesa una volta a settimana o tutti i giorni, le dimensioni dei carrelli sono sempre pensati per una maxi-spesa.

Perché avviene ciò?

  1. Indurre il cliente ad acquistare prodotti che non aveva previsto;
  2. Trasferire al cliente una sensazione di insoddisfazione legata all’osservazione del carrello pressoché vuoto.

Ovviamente, un carrello pieno non farà altro che far sentire il consumatore ancora più protagonista delle proprie scelte, aumentando ulteriormente il proprio piacere nel condurre gli acquisti.

Cross selling, acquisti impulsivi e sconti 3×2

Immagina di camminare in un market alla ricerca del settore snack.

Finalmente, dopo qualche giro, trovi quello che stai cercando:

barrette, caramelle gommose, praline, crostatine…

A un certo punto ti giri e, di fronte allo scaffale che hai appena saccheggiato, trovi quello con le bibite.

E non ci  pensi due volte;

cominci a buttare dentro al carrello litri e litri della tua bevanda preferita.

Ma perché lo hai fatto?

Cosa è accaduto?

Eccotelo spiegato:

questo particolare processo prende il nome di “cross selling” ed ha l’obiettivo di creare una continuità tra un acquisto e l’altro, in modo tale che, per chi compra, risulti facile e naturale continuare a farlo.

Immagina ora che questa bevanda sia venduta con uno sconto presentato come un “3×2”.

Questi particolari tipi di sconto sono molto più evocativi del tipico sconto legato alla percentuale.

Il cliente percepisce lo sconto come un qualcosa di più tangibile e influente sulla sua spesa e sarà indotto all’acquisto più facilmente.

Figurati, in ultima analisi, di trovarti a ridosso della cassa.

Sicuramente, la positiva continuità che hai percepito in modo immediato nell’acquisto degli snack e bevande comporterà una inconscia benevolenza anche nei confronti di quei piccoli prodotti che affiancano le casse.

Ed è qui che si compiono la maggior parte degli acquisti impulsivi, i quali danno all’acquirente un’ultima ed ennesima sensazione piacevole ed appagante.

Conclusioni

Questo nostro piccolo excursus ci mostra quanto influenzabili siano le nostre reali necessità di acquisto e quanto, al contrario, le strategie marketing dei supermercati siano organizzate per risvegliare le nostre percezioni positive, col fine ultimo di motivarci all’acquisto.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile nel conoscere meglio le strategie marketing utilizzate in ogni supermercato.

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In questo articolo abbiamo analizzato il marketing di un supermercato, alla prossima e ricorda…

Comprendi e sfrutta il digital marketing. Oppure rimani succube del suo potere e accettane le conseguenze.

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