Gamification: cos’è e come sfruttare il gioco nel marketing

G… Ti va di fare un gioco con me?

Avanti, è una cosa da poco, te lo prometto.

Ma sappi solo che, se riuscirai a vincere, meriterai il titolo di Occhio più attento del web!

Iniziamo dalle regole.

Fortunatamente ce n’è solo una:

Identificare quante volte il termine “Gamification” compare in quest’articolo.

Ci stai?

Accederai al podio solo se sarai in grado di trovarne 11.

Tanto sono sicuro che almeno all’argento riuscirai ad arrivare, scovandone 12.

Invece, temo che sarà un po’ più difficile fare l’en plein con 13.

Oppure finirai col rendermi davvero ammirato, in tal caso otterrai il titolo di Occhio più attento del web e coglierai pure il senso di questo articolo.

Non c’è sensazione più bella della vittoria, per quanto essa sembri di poco valore.

Che cos’è la Gamification  

La Gamification, in italiano traducibile in “ludicizzazione”, è una tecnica di marketing che sfrutta il game design e le caratteristiche di gioco e competizione in contesti non ludici.

Tutti amano giocare, tutti amano confrontarsi e, soprattutto, ognuno di noi adora vincere (che cosa non ha alcuna importanza).

Il marketing, dal tradizionale al digital, prova a sfruttare da sempre ogni dinamica umana a proprio favore.

E quelle sopra descritte non fanno eccezione.

Ma come fa?

In che modo il marketing è in grado di veicolare le nostre naturali tendenze più “infantili” verso dei risultati?

Grottesco e straordinario al contempo, non è vero?

I vantaggi delle dinamiche di gioco

Bene.

Adesso conosciamo la Gamification, cos’è e come si traduce.

Tutto bello, però una domanda sorge spontanea:

Ma la Gamification cosa fa?

E la risposta è:

Molto più di quello che pensi!

Se è una tecnica così utilizzata e se gli strateghi del marketing la sfruttano da sempre, un motivo ci sarà.

Giusto?

Vediamo da vicino, allora, quali sono i vantaggi concreti che la Gamification può apportare.

  • Coinvolge l’utente in maniera attiva;
  • Aumenta l’interazione col brand (brand awareness);
  • Favorisce una connessione più spensierata e friendly;
  • Stabilisce un diverso punto di vista verso il brand, più intrigante (e che, quindi, può avvicinare un differente target, come gli ambiziosi, gli arrivisti, i competitivi…).

Ma ora vediamo degli esempi di Gamification.

Stammi dietro!

Adidas Running: quando la competizione ci spinge a correre

C’è un’app chiamata Adidas Running (ex Runtastic) che è in grado di far uscire di casa anche i più fannulloni.

Come ci riesce?

No, non pensarlo…

Non minaccia di morte nessuno.

Né promette in cambio dei soldi.

Semplicemente applica la tecnica della Gamification.

Gioco, competizione, gare a tema e sfide tra amici.

Quelli di Adidas hanno creato una vera e propria piattaforma social in cui i follower possono vedere i tuoi risultati e viceversa.

Tempi, calorie, medie… C’è riportato qualsiasi tipo di dato.

E di frequente vengono proposte delle sfide a cui ognuno può prender parte e che tutti possono condividere con i propri amici.

Si possono, poi, creare gruppi e si può aderire a delle community (ma tu guarda, non ti ricorda forse la cara, vecchia riprova sociale?).

esempio di gamification Adidas Running
Come Adidas sfrutta le dinamiche di gioco

In tutti i casi, il sistema tende sempre a generare delle classifiche interne, nelle quali, ovviamente, primeggia chi corre di più (o, in generale, chi fa maggiore attività fisica).

E sì, a quegli impuniti di Adidas non frega nulla che tu sia arrivato ultimo.

Non ti danno alcun premio di consolazione.

Anzi!

Spiaccicano i tuoi tempi sulla bacheca pubblica, in modo che i follower possano spronarti a far meglio o, nei casi peggiori, ricordarti di quanto sei scandaloso.

Carini, vero?

Tuttavia, non lo fanno perché sono dei bulletti.

Ma perché anche il più pigro del gruppo si senta in obbligo di migliorarsi.

Stai pur certo che dove c’è sfida, ci sarà anche un concorrente.

E che se ci ritroviamo fra le mani una competizione, anche non voluta, proveremo in tutti i modi a gareggiare e a primeggiare.

Allora?

Fin qui tutto chiaro?

Se ancora non hai capito bene cos’è la Gamification, eccoti un altro esempio.

Se hai già capito, be’…

Repetita iuvant!

Tripadvisor: quando la ricompensa catalizza la fidelizzazione

Tutti conoscono Tripadvisor.

È la celebre piattaforma online intorno a cui si concentra una enorme community di viaggiatori, che cerca dritte e recensioni su alberghi, B&B, ristoranti e tanto altro.

Per incentivare nuove recensioni e per alimentare l’attività interna, Tripadvisor ha deciso di impiegare i principi della Gamification.

Come?

Attraverso dei riconoscimenti: i badge (o distintivi)!

Ogni volta che un recensore lascia il proprio commento, Tripadvisor lo premia con dei badge che sfruttano i livelli d’avanzamento.

La successione è questa:

  • Più pubblichi recensioni;
  • Più punteggio guadagni;
  • Prima sali di livello.

Come abbiamo visto poco fa, a nessuno piace rasentare la bassa classifica.

Vogliamo tutti prendere il via e lasciare indietro più concorrenti possibili.

E questo il sistema di Tripadvisor lo sa benissimo.

Come pure sa che le cose, più si ottengono con facilità, più divengono desiderabili ai nostri occhi.

Ecco perché il primo badge, la nostra prima agognatissima ricompensa, arriva subito!

Basta scrivere una sola recensione e sul tuo profilo apparirà all’istante il distintivo “Nuovo Contributore”.

Da qui in poi, la formula non cambia:

Ogni recensione comincia ad essere percepita come un tassello per raggiungere il livello ed il distintivo successivi.

Non solo!

Esistono varie categorie di badge ed alcune sono state appositamente create per stimolare l’interesse e, soprattutto, l’ego dei recensori.

A tutti noi piace sentirci importanti, no?

E tutti adoriamo alla follia quando gli altri lo riconoscono e ci conferiscono delle qualità.

Ed ecco che, quindi, fioccano le occasioni per ottenere i badge che certificano lo status di esperto…

Oppure quelli “Primo Esploratore”, che ti glorificano come precursore e scopritore di una sconosciuta attività, di un hotel o ristorante…

esempio di gamification Tripadvisor
Come Tripadvisor sfrutta le dinamiche di gioco

Non fa nulla se al posto della frusta stringi in pugno il mouse.

Non importa se ad illuminarti è la lampada della scrivania e non una fiaccola.

Percepirsi come Indiana Jones, il pioniere, l’avventuriero, lo scopritore di introvabili ricchezze nascoste, dà un vantaggio inconscio su tutti gli altri e fa sentire potenti.

Sì, anche se lo facciamo seduti davanti al computer…

E anche se, invece di svelare tesori, scoviamo solo la miglior pizzeria al taglio di quartiere.

Conclusioni

C’è veramente poco da fare.

Dentro qualsiasi persona e ad ogni età vivrà sempre un irremovibile bambino.

Un immortale Peter Pan.

Uno spirito infantilmente gioioso che vorrà sempre “sporcarsi le mani”, cimentarsi in nuove esperienze, mettersi alla prova…

Da piccoli tutto questo si raggiunge attraverso il gioco.

E da grandi…

Non cambia assolutamente nulla.

Il gioco, declinato in forma di competizione (e viceversa), fa intimamente parte di tutti noi.

Ce lo concediamo, molto spesso, per dare alla nostra vita quel brio di cui necessita.

Quegli attimi intensi e spensierati che, quando eravamo piccoli, costituivano la quasi totalità delle nostre giornate (a proposito di bambini, sapevi che il calendario dell’avvento è un altro esempio di Gamification?).

Ed una fuga in quel mondo, di tanto in tanto, ci fa bene e la meritiamo tutti.

È per questo che, ad inizio articolo ti avevo chiesto di partecipare al gioco.

Dunque, novello Indiana Jones? Com’è andata?

Quanti “Gamification” hai trovato?

Fammi indovinare.

Te ne mancano uno o due, non è vero?

D’altronde ti avevo detto che non sarebbe stato facile.

Ma un indizio te l’avevo comunque lasciato.

Sai, quella “G” lassù in cima, non è mica un refuso.

Ora, da quella lettera leggi in verticale le iniziali di ogni frase successiva (stile acrostico).

Cosa ti esce?

Tu guarda… un altro!

Perché ho messo su questa caccia al tesoro?

Be’, semplice:

  • Stimolarti (ti volevo DENTRO l’articolo);
  • Coinvolgerti (ti volevo ATTIVO e RICETTIVO);
  • Ottenere un risultato (volevo che tu leggessi tutto l’articolo e che capissi quale fosse il tema trattato).

È vero, forse è stato un attacco un po’ subdolo.

Forse avrei potuto avvertirti in anticipo.

Ma avrei perso l’effetto sorpresa.

Del resto, questa tecnica viene sfruttata in modo silente.

Siamo spesso ignari che stia operando, ma è proprio qui che risiede la sua efficienza.

E i marketers lo sanno.

Bene, siamo giunti a conclusione.

Adesso dovrebbe esserti chiaro cos’è, come viene sfruttata e come si applica la Gamification (OPS! L’ho ripetuto un’altra volta. Ed ora, ti tornano i conti?).

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile per capire cos’è la gamification e come sfruttare il gioco nel marketing.

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In questo articolo ti ho parlato di capire cos’è la gamification e come sfruttare il gioco nel marketing…

Comprendi e sfrutta il digital marketing.

Oppure rimani succube del suo potere e accettane le conseguenze.

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