Real time marketing: cos’è e come viene sfruttato dai brand

-No vabbè, sono dei geni!

Più o meno è questa la reazione ad un post che sfrutta il Real time marketing.

I brand, oggigiorno, si stanno orientando sempre più verso strategie customer-centriche.

E qual è il miglior modo per attrarre e parlare ai clienti?

Facile:

Parlare di cose che li attraggono.

Ma adesso scendiamo nello specifico.

Andiamo a scoprire cos’è il Real time marketing.

 

Che cos’è il Real time marketing

Il Real time marketing, o instant marketing, è una brand strategy che sfrutta notizie di tendenza e virali per entrare rapidamente nel flusso digitale di quella discussione ed attrarre l’attenzione.

In poche parole, si creano dei contenuti che parlano del “tema caldo”, di una ricorrenza o di un fatto che ha scosso l’opinione pubblica, per fare il pieno di like, visualizzazioni e condivisioni.

Proprio sui  social questa dinamica è utilizzata diffusamente e ad altissimi livelli.

Ma non si tratta solo di questo.

Nessuna azienda cresce solo grazie alle interazioni sui social, ma esse contribuiscono ad avvicinare i clienti al brand.

Le campagne più efficaci, poi, ne allargano il bacino ed innescano una serie di annessi interessanti (fidelizzazione, maggiori vendite, branding, riconoscimento come leader di settore…).

Sono infatti molti i Big Brand che hanno deciso di adottare tale strategia per aumentare la propria visibilità.

Ma, ci tengo a precisarlo:

Non è solamente “fare ironia”.

Non è l’isolato spunto goliardico di un social media manager sprovveduto (poi certo, il colpo di genio è sempre ben accetto in ogni contesto).

Dietro il Real time marketing esiste un vero studio.

Una concreta analisi antropologica, sociopolitica e di mercato.

Eppure…

 

Tra lungimiranza tattica e divertimento scanzonato

Ok.

Abbiamo appurato che anche nel Real time marketing nulla è campato per aria.

Pure in quest’ambito la filosofia del “purchè se ne parli” lascia il tempo che trova…

Come in ogni lavoro, ci vuole serietà ed abnegazione.

Sì, vabbè…

La verità è che il creatore di quel contenuto (pardon, il team di creatori) si diverte anche un mondo.

Pensaci…

L’obiettivo di queste persone è quella di impressionare, spiazzare, magari far riflettere.

È un mestiere essenzialmente creativo quello del giullare 3.0.

No, non sto denigrando nessuno, anzi…

Dico “giullare” perché nella maggior parte dei casi si tratta di affrontare le tematiche in maniera leggera, scanzonata, controcorrente e, azzarderei, artistica.

La chiave è, il più delle volte, quella di suscitare un sorriso.

Del resto, a chi piacerebbe seguire una pagina pesante, stantia e che magari si piange un po’ addosso?

Certo, in apparenza alcuni settori sembrerebbero preclusi al Real time marketing ed alla sua scanzonatezza.

Ambiti come quello della morte

Come quello funereo delle onoranze funebri…

Sai già dove voglio arrivare, vero?

 

Taffo: qualsiasi presentazione sarebbe superflua

Non ci penso neanche a spiegarti chi è Taffo.

Primo: perché è troppo popolare per non averne mai neanche sentito parlare.

Secondo: perché è troppo popolare per non averne mai neanche sentito parlare.

Terzo: perché se ne stiamo discutendo vuol dire che ha fatto centro.

Esatto.

Significa che, se moltissime persone lo conoscono, la sua opera di Real time marketing non può che dirsi un successo clamoroso.

Taffo è con grande probabilità il miglior esempio di come si debba cavalcare l’onda di un avvenimento di dominio pubblico…

E di come trarne benefici.

Tale strategia ha reso l’azienda leader di riferimento nel proprio settore.

Anzi, forse l’ha resa famosa più per le sue “perle” ironiche, che per i servizi che propone.

A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi:

Ma è davvero una tattica efficace?

Non si rischia di uscire dal seminato?

E se a tutta l’esilarata community di Taffo, in realtà, non fregasse assolutamente niente dei servizi offerti?

Be’…

Tutto questo è largamente probabile.

Ma anche calcolato.

Ma perché continuo a farlo…

Ti avevo detto che non volevo parlarti di Taffo.

Ed invece sono ancora qui che lo faccio.

E lo sai perché?

Di nuovo, perché la strategia di Taffo funziona alla grande!

Fa parlare di sè, continuamente.

Va bene.

Capisco che certi aspetti sia giusto approfondirli.

E nei prossimi paragrafi ti sarà tutto più chiaro.

Ma se proprio vuoi scavare a fondo nell’argomento, ti regalo questo link per capire bene Taffo, cosa fa, come lo fa, ed in che modo ha impostato le proprie strategie sui social.

Mi raccomando, fanne buon uso.

 

Il mio personalissimo case study

È vero.

Ho portato un esempio molto ridondante.

E se hai cercato su altri siti “Che cos’è il Real time marketing?” di sicuro ti sarà uscito il caso studio che ti ho appena descritto.

Però una cosa che differenzierà questo articolo da tutti gli altri approfondimenti da te letti c’è.

E sono orgoglioso di presentarti un case study che mi sta molto a cuore…

Il mio!

Bene, panoramica generale:

Qualche mese fa sono stato assunto dalla sezione locale di un’ azienda di grandi dimensioni, ma che, per motivi a me pochi chiari, non aveva mai avuto alcun interesse ad investire con criterio sui social.

Un suicidio clamoroso!

Ma una enorme occasione per me di testare le mie conoscenze, sperimentare e di svolgere la mansione di social media manager.

Avanti veloce alla parte che ci interessa:

Col mio collega avevamo deciso di creare un piano editoriale che implicasse anche il Real time marketing.

Bene, solo osservando i dati (rigorosamente tutti organici, dato che l’azienda non ci concesse alcun investimento per le sponsorizzazioni) ci balzarono agli occhi i risultati di determinati post.

Indovinate quali erano gli argomenti trattati?

  • Il ricordo di Gigi Proietti;
  • Le elezioni americane;
  • La ricorrenza della giornata contro la violenza sulle donne.

Di quest’ultimo post, riporto qui in basso dei dati:

I risultati, con questi post, sono stati ottimi, considerando le medie degli altri contenuti pubblicati, la “grandezza” della nostra community (all’epoca di appena 200 persone circa) ed il fatto di non poter contare su alcuna sponsorizzazione.

I post hanno ottenuto mediamente più interazioni e sono stati osservati e ricondivisi da un maggior numero di persone.

Tutto grazie allo sfruttamento di eventi isolati, ma che in quel preciso momento scatenavano la sensibilità generale.

È ovvio che, se pubblicassi oggi un post contro la violenza sulle donne, sarebbero innumerevoli le persone sensibili a quel contenuto.

Ma i risultati non sarebbero gli stessi di quando pubblicai il post esattamente il 25 novembre, il preciso giorno di quella ricorrenza, quando la sensibilità sul tema toccava profondamente e diffusamente l’opinione pubblica.

 

Controindicazioni: ciò che è bello non sempre funziona

Sembra tutto così bello ed affascinante, eh?

E per la miseria, lo è davvero!

A te, gestore di pagina, farebbe di sicuro un immenso piacere controllare un account dove si verificano migliaia di interazioni di utenti estasiati per quell’idea goliardica che hai avuto.

Per non parlare poi della soddisfazione di vedere i dati lievitare.

E solo perché hai dato sfogo alla tua naturale ironia ad al tuo intuito.

In più, abbiamo visto come, in un marketing sempre più orientato verso il cliente, il Real time marketing costituisca un importante strumento per entrare in diretta connessione.

In apparenza non ci sarebbero controindicazioni a strutturare il proprio piano editoriale in questo modo.

MA…

  • Non è detto che il Real time marketing faccia al caso tuo.

Hai mai provato un paio di jeans da urlo (sia per stile che per prezzo), ma che sulle tue gambe non calzavano per niente?

Bene, la metafora ci sta tutta: non è detto che se una cosa funziona e che piace ai più, vada bene anche nel tuo caso.

Girare con un bottone che non si chiude, solo perché quei pantaloni piacciono davvero a tutti, non ti renderà migliore.

Anzi, probabilmente svilirà la tua identità (possederne una, al contrario, contribuirà a farti spiccare in mezzo alla massa. Esattamente come una mucca viola tra mucche nere tutte identiche).

Corri a posare quei pantaloni e cerca una soluzione che faccia davvero al caso tuo.

  • Non è detto che tu ne sia in grado.

No, non fraintendermi.

Non voglio dire che non sei all’altezza.

Ma che in ogni individuo ci sono dei caratteri unici.

E tali peculiarità si orientano in modo diverso.

Per dire…

Non ti inventi il giardinaggio se non possiedi il pollice verde.

E non ti inventi il Real time marketing se non hai i requisiti adatti.

Certo…

Puoi provare e sbatterci la testa, finché non partorirai un risultato soddisfacente.

Perché, alla fine, la dedizione al lavoro è forse il più grande dei talenti.

Ma nel mentre potresti aver decimato tutte le piante nel tuo giardino.

  • Non è detto che il tuo target lo apprezzi

De gustibus non est disputandum, si diceva qualche annetto fa.

Il senso di questa locuzione latina, riattualizzata, sarebbe pressappoco questo:

“Se piace a te, non è detto che piaccia a me”.

Il concetto non fa neanche una grinza.

Ogni mossa ed ogni parola, da quando ci svegliamo a quando ci riabbandoniamo sul cuscino a sera, va pensata e contestualizzata.

In tal senso bisogna essere un po’ camaleontici, un po’ politici…

Non possiamo rapportarci allo stesso modo con tutti.

E non possiamo rischiare di sbagliare modo di esprimerci.

A maggior ragione in un contesto chiuso come quello di una comunità digitale, la quale è saldamente legata ad un metodo comunicativo consolidato e che si aspetta di rintracciare sempre.

Pena: perdita di credibilità.

Se il tuo target e la tua community sono costituiti da persone che hanno da sempre apprezzato le tue strategie comunicative, cambiare metodo potrebbe non piacere ed avere effetti devastanti.

Immaginati questa situazione:

Gestisci una pagina Facebook di storia e la tua community è formata da persone dai quarantacinque anni in su, a cui il tuo stile piace.

Un bel giorno, però, ti svegli e decidi che quello status non ti basta più.

E allora cominci a pubblicare molti post orientati verso il Real time, magari facendo dei parallelismi tra gli eventi storici che curi di solito e quelli odierni.

Risultato?

First reaction: Shock!!! (Ops, è caduta anche a me una goccia di Real time marketing).

Dopodiché molti si chiederanno che diavolo si sia bevuto il gestore della pagina e del perché tu abbia deciso di apportare quelle nefaste modifiche.

Infine, molti abbandoneranno la pagina, infastiditi e delusi da quello stile che non sentono più il loro e che non gradiscono.

Certo, può darsi che comincerai ad attrarre una nuova tipologia di target, ma il senso non cambia:

Hai ucciso la tua community originaria perché le hai dato qualcosa che non le piaceva.

Puoi ammortizzare i danni con delle pagine piccole, ma se gestisci l’immagine social di un brand di rilievo, il mio umile consiglio è quello di non avventurarti per strade non sicure.

“Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia, e non sa quel che trova”.

  • Potresti smarrire la rotta

Anche se riesci ad ottenere dati sulle metriche da capogiro, non farti mai ammaliare!

Fatti sempre una semplice domanda:

“Che lavoro fai?”

Il social media manager, esatto.

Poi fatti quest’altra:

“Chi ti dà i soldi per mangiare?”

L’azienda per cui lavori, bravissimo.

E, secondo te, all’azienda per cui lavori interessa di più andare da dio sui social, o generare profitti?

Il punto è questo:

Il Real time marketing va benissimo (poste tutte le condizioni sopraelencate), ma non deve sostituirsi ed offuscare l’immagine del brand.

Scomodiamo di nuovo il buon Taffo…

C’è stato un momento della mia vita in cui questo marchio non lo conoscevo (abbastanza lontano, lo giuro).

Il dialogo con un mio amico, che me lo fece scoprire, fu più o meno questo:

-Dai su… Taffo!

-Ma chi è ‘sto Taffo, scusa…

-Ma come! Quelli che su Facebook ironizzano sulla morte. Fanno dei post da paura.

-Be’, non saranno mica gli unici.

-Certo. Peccato che siano una società di onoranze funebri.

Chiaro il concetto?

Il mio amico ricordava esattamente cosa facesse Taffo, nonostante il brand sia divenuto a lui familiare grazie alla sua strategia di Real time marketing.

Ciò significa che le loro tecniche di Brand positioning funzionano benissimo e qualsiasi strategia utilizzata non offusca in alcun modo l’immagine aziendale.

 

Conclusioni: l’importanza della dignità

Fare Real time marketing non significa creare un guazzabuglio di post ironici e goliardici.

Il team che si occupa della pianificazione editoriale deve armonizzare ogni contenuto con una idea di fondo.

E questo non è facile.

E, per lo stesso motivo, aziende come Taffo sono uniche e straordinarie.

Ma hanno impiegato tempo per crescere ed affermarsi.

Si sono impegnate prima per consolidare il brand, per poi puntare tutto sullo stile comunicativo che abbiamo analizzato fino ad ora e sfruttarlo per accrescere la propria immagine.

È vero pure che, scegliere una strada del genere, è decidere di arrischiarsi in un campo minato.

Se non bastassero le controindicazioni sopra riportate, aggiungerei anche la questione della decenza.

Nel nostro mondo sempre più impastoiato dal politically correct, mettere un piede di poco oltre una certa soglia limite di moderazione, potrebbe scatenare il putiferio.

Ed il rischio, per chi vive di pane ed ironia in real time, è elevatissimo.

È per questo che ci tengo a precisare, di nuovo, la posizione del Real time marketing, cos’è e di cosa si compone:

  • Studio;
  • Analisi;
  • Intuizione;
  • Arte;
  • Coordinazione (mentale e di squadra);
  • Discernimento;
  • Ironia.

Quindi, la prossima volta che ti capiterà di vedere un post “alla Taffo” (ancora che ne parlo, ma tu guarda…) non bollarlo semplicemente come una trovata estemporanea.

Anche questo post di Ceres (altro brand attentissimo alle dinamiche del Tempo reale) schietto, semplice ed ironico, possiede molto più delle sei parole di cui è costituito.

Diamo al Real time marketing la dignità che merita!

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile per conoscere cos’è il real time marketing e come viene sfruttato dai brand

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In questo articolo ti ho parlato di che cos’è il real time marketing e come viene sfruttato dai brand, a presto e ricorda…

Comprendi e sfrutta il digital marketing.

Oppure rimani succube del suo potere e accettane le conseguenze.

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