User Generated Content: Una fonte di visibilità da saper dosare

Tutti noi siamo a conoscenza degli User Generated Content in forma pratica, ma sicuramente la maggior parte non ne conosce il termine specifico o non sa che cosa si annidi dietro questo macro-argomento.

Ebbene, oggi siamo qui per illuminarvi (finalmente) sul vasto mondo degli UCG.

Gli user generated content nel generico

Gli User Generated Content sono quei tipi di contenuti generati dagli utenti, caratterizzati da immagini, video, testi o anche audio, i quali vengono condivisi in modo del tutto libero su ogni tipo di canale: essi possono essere forum, blog, wiki e social network.

Il grande vantaggio che ha permesso a tali contenuti di prendere piede è stata sicuramente l’espansione delle nuove tecnologie della comunicazione, caratterizzata da un’accessibilità sempre più grande e, soprattutto, da un costo basso o addirittura nullo delle suddette tecnologie.

Una delle caratteristiche principali è sicuramente quella di essere liberamente accessibili, con alla base il concetto di originalità e soprattutto creatività che contraddistingue gli stessi.

Gli user generated content nel concreto

Qui ci concentreremo principalmente a parlare della caratteristica fondamentale sopracitata, ovvero la creatività. Essa non è composta semplicemente da un copia-incolla, in quanto gli USG favoriscono l’utente ad uscire dai canonici schemi anche senza che vi sia per forza un concetto espresso di sana pianta; l’accostamento tra più fonti già esistenti che danno vita ad un qualcosa di nuovo, sono considerati come tali.

Che cosa ha favorito questa sempre crescente creatività? La libertà ha un ruolo fondamentale nel processo creativo, nel corso degli anni si è visto sempre più prendere piede al concetto di democrazia per quanto concerne i mezzi e i processi di produzione, allontanandosi dal monopolio che dominava imperterrito attraverso i media tradizionali.

Questo è il motore che stimola la nostra creatività: una libertà tale da poter creare contenuto da dove vogliamo e quando vogliamo, sfruttando semplicemente una connessione ad Internet, condividendo quello che più si preferisce, anche attraverso gli stessi social, con l’ausilio di una semplice fotocamera montata sul nostro telefono.

UGC Nel Marketing Digitale

Che cosa spinge gli utenti a creare nuovi contenuti e a renderli disponibili in rete? Vi possono essere svariati casi:

  • UGC impiegati nel Content Marketing per strategie aziendali ben ponderate, o comunque utilizzati in testate giornalistiche nelle quali sono previste retribuzioni prestabilite.
  • UGC creati da professionisti, ovvero persone o aziende che sfruttano tali contenuti (e di conseguenza il web) in modo da ottenere visibilità. Il passaparola è un nodo importante per l’ottenimento della stessa, andando a creare possibili collaborazioni che gioveranno alla nostra posizione nel mondo del digitale.

Dopo aver esplicato questi concetti, bisognerebbe citare una terza categoria di utenti che dispongono e creano tali strumenti, seppur vengano considerati con scetticismo nell’universo del digital marketing:

  • UGC creati dai pro-am, ossia professionisti che creano i suddetti contenuti (come già detto in precedenza) ma lo fa a titolo completamente gratuito, anche qualitativamente inferiori rispetto a quelli per cui si farebbero tranquillamente pagare. Un esempio può essere fatto con la creazione e la conseguente diffusione di un meme che ha tutte le carte in tavola per diventare virale.

In poche parole, il marketing ha solo tratto vantaggio da questo tipo di contenuto dove le possibilità sembrano essere infinite: dalla semplice possibilità di poter fare Brand Awareness, generando un passaparola e di conseguenza ampliando la fascia di clientela, fino ad arrivare ad una vera e propria Call to Action, invitando gli utenti a compiere determinate azioni.

Dopo avervi dato un’infarinatura su ciò che riguarda il content marketing nel precedente link, vi invitiamo ad approfondire la tematica attraverso i seguenti articoli:

Esempi di contenuti generati dagli utenti

Uno dei concetti fondamentali per far sì che essi si sviluppino, è quello di appartenenza: le persone devono riconoscersi in quella che è la nostra proposta, agglomerando utenti legati e interessati ad uno stesso argomento.

Sicuramente, uno dei più grandi esempi di User Generated Content è dato dalla piattaforma di YouTube. Tutto ciò che noi vediamo all’interno dell’applicazione è generato da noi!

Si tratta di un costante sistema formato da USG, non considerato tale solo per il poter caricare liberamente dei video, bensì perché la conseguenza è la creazione di una vera e propria community.

Lo stesso si può dire di altre piattaforme come Instagram e TikTok: il content creator genera effettivamente del contenuto, costituendo un mondo nel quale la community si riconosce e ne viene attratta di conseguenza.

Tralasciando il caso dei social network, si possono fare molteplici esempi per quanto riguarda gli USG utilizzati da famosi brand, tra i quali possiamo citare:

  • Doritos: a fine 2020, il noto marchio di snack statunitense ha lanciato doritoslegionofthebold.com, un sito dove gli utenti potevano caricare immagini o video che successivamente sarebbero stati re-postati sugli account social del brand.
  • Coca-Cola: dopo aver lanciato le fantastiche bottiglie personalizzate, il brand mise in piedi una campagna nominata “Condividi una Coca-Cola”. L’iniziativa ha spopolato ovunque, grazie al fatto che il marchio chiedeva alla propria utenza di scattarsi un selfie mentre gustavano la propria Cola personalizzata.
  • GoPro: per questo marchio il discorso è molto più semplice, in quanto è bastato un singolo hashtag (#GoPro) per far sì che gli utenti potessero creare dei contenuti incorporando il suddetto; i migliori USG sarebbero stati scelti per essere caricati e condivisi dall’apposito canale contenente tutti i migliori contenuti video generati dagli utenti.

I brand citati, come anche tutti i brand che utilizzano e sfruttano gli User Generated Content, fanno sì che l’utente diventi centrale, dandogli un’importanza fondamentale e facendolo calare nel ruolo di inserzionista (io stesso ho utilizzato tale metodo con un noto marchio di occhiali dove, dopo aver postato una foto contenente il prodotto e taggando il brand, sono stato subito re-postato nei loro canali social).

La finalità non per forza deve essere quella di venire condivisi dal proprio brand di appartenenza. Una grande fetta di USG di cui sicuramente siamo a conoscenza ha al centro il concetto di giveaway: sui social, ci sarà sicuramente capitato di vederne un esempio, in quanto agli utenti in genere viene chiesto di condividere un determinato post taggando un determinato numero di amici (generando ovviamente una visibilità considerevole); il fine ultimo è dato dalla possibilità, da parte degli utenti, di venire estratti per aggiudicarsi un “premio” promesso dal brand stesso.

Come Sfruttare Al Massimo Gli UGC

Uno dei grandissimi vantaggi dei contenuti generati dagli utenti è dato dal fatto di poterli gestire all’interno del proprio calendario editoriale. Attenzione però a non abusarne in quanto, sia il troppo poco, sia il troppo, rischiano di sfaldare ciò che è la propria reputazione: bisogna trovare il giusto equilibrio. Certo, creare nuovi contenuti grazie al supporto della propria community è un conto, lasciargli campo libero in modo da sfaldare la nostra credibilità e identità come brand, è un altro.

Bisogna pensare anche ad uno sviluppo nel coinvolgimento degli utenti: non possiamo, per esempio, lanciare un hashtag per poi abbandonare le persone a loro stesse generando unicamente confusione, bensì bisogna raccogliergli tutti gli utenti in un unico luogo di appartenenza (proprio come ha fatto GoPro nel nostro esempio), facendo risaltare sicuramente la nostra professionalità e di conseguenza creare engagement.

Conclusioni

Da quel che abbiamo potuto leggere e capire, gli User Generated Content sono più complicati di quel che si possa pensare, venendo quasi considerati come un’arma a doppio taglio. Nelle mani sbagliate, possono creare unicamente confusione, mettendo in cattiva luce la nostra reputazione e sortendo l’effetto contrario a quello sperato.

Dosati equamente nel nostro piano editoriale invece, essi possono contribuire attivamente al successo e alla conseguente crescita del nostro marchio, soddisfacendo il cliente che si sente parte della grande famiglia creatasi e, allo stesso tempo, entra in gioco la possibilità di creare un vero e proprio percorso di condivisione dove gli utenti condividono i propri contenuti invitando gli amici a fare lo stesso.

Speriamo vivamente che questo genere di approfondimento sia stato di vostro gradimento come è stato per noi trattarlo, nella speranza che attraverso queste “dritte” riusciate a crearvi una vostra personale identità sfruttando saggiamente gli USG.

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